lunedì, ottobre 23, 2006

Michael (e non Maicol) Schumacher

Stamattina sulla gazzetta gli hanno dato addirittura un 11. Si sono stupiti della grande voglia di correre del tedesco, della sua tenacia e della sua classe infinita. Schumacher, dopo la foratura, ha dato un giro e passa a tutti, signor Alonso compreso. "Ci ha dato una lezione, quella di non mollare mai" ha scritto la gazzetta.

La cosa che mi rattrista è che le lezioni, i messaggi, il cuore che alcune persone danno lo si impara solo quando lasciano, quando muoiono o comunque quando la loro assenza fa discutere. Schumacher a voler vedere di lezioni ne ha date migliaia, sia superando il mondo che sudando in allenamento o, magari, andando a letto presto per essere al meglio nella gara. Lui credo non le chiamerebbe lezioni, non è uno che ha brama di darle, credo che le chimerebbe come me, "manifestazioni della passione per il suo sport". La passione di Schumacher non è da tutti, e manca a troppi che, pur non avendola, hanno il riconoscimento di "campioni". E' un dare tutto sè stessi, per lo sport ma anche perchè è giusto che sia cosí, per onorare fino in fondo la propria passione.

Mi rattrista ancor di piú avere il sospetto che la lezione di schumi svanirà non appena, piano piano, ce ne dimenticheremo. Resterà nell'immaginario si, qualche servizio di studio aperto, filmati, ma mi chiedo: il suo modo di fare formula uno, di fare sport, rimarrà nel cuore di qualcuno?

Nel mio certamente, e attenti, non mi reputo superiore per questo, per avere lo spirito che secondo me giusto nello sport e in altre cose (non lo allargo alla vita perchè non so se sono in grado di sostenere un discorso simile), mi reputo solo fortunato, fortunato e felice di trasmetterlo ad altri se ne avro' l'occasione.

Danke Schumi, jetzt habe ich an das erinnert
(Grazie Schumi, ora me ne sono ricordato)