Riflessioni délle 17.45
Vi riporto un pezzo di intervista ad Aldo Giorgio Gargani, filosofo italiano
studioso di Wittgenstein. Praticamente, in parole semplici, dice che la nostra identità è data anche da come noi "ci raccontiamo a noi stessi", cioè cosa e come pensiamo a quello che facciamo, a ció che siamo...

"Io penso che nella nostra cultura la narratività abbia acquisito un ruolo sempre più vistoso. Anzitutto, io vedo consegnata alla narratività la capacità di definire la nostra identità personale; cioè, la nostra identità personale, se non ricadiamo in vecchi fantasmi metafisici, non puo’ essere consegnata, non può essere configurata in una sorta di identità metafisica sostanziale: la nostra identità personale è consegnata alla costruzione narrativa che noi facciamo di noi stessi. Per cui, il concetto di identità personale, a mio modo di vedere, è qualche cosa anche un po’ di misterioso, di enigmatico, nel senso che l’identità personale si costruisce tra la scoperta e l’invenzione, come dire che noi dobbiamo scoprire ciò
che siamo, ma per scoprire ciò che siamo dobbiamo inventarci, e la narratività è appunto questa invenzione. La nostra identità personale non è una cartella clinica o un certificato anagrafico; è un discorso che si sviluppa nello spazio e nel tempo, e attraverso cui noi scopriamo quello che siamo, ma quello che siamo non lo abbiamo immediatamente, dobbiamo diventarlo, e lo diventiamo attraverso lo strumento dello scrittura. Declinandoci, inventandoci, ci scopriamo."
(www.bazarmagazine.ch)
Aggiungo una cosa: la nostra identità secondo me è data anche da come noi raccontiamo noi stessi agli altri, e a come gli altri ci parlano di noi stessi..
Che bei passaggi. Ciao.
studioso di Wittgenstein. Praticamente, in parole semplici, dice che la nostra identità è data anche da come noi "ci raccontiamo a noi stessi", cioè cosa e come pensiamo a quello che facciamo, a ció che siamo...

"Io penso che nella nostra cultura la narratività abbia acquisito un ruolo sempre più vistoso. Anzitutto, io vedo consegnata alla narratività la capacità di definire la nostra identità personale; cioè, la nostra identità personale, se non ricadiamo in vecchi fantasmi metafisici, non puo’ essere consegnata, non può essere configurata in una sorta di identità metafisica sostanziale: la nostra identità personale è consegnata alla costruzione narrativa che noi facciamo di noi stessi. Per cui, il concetto di identità personale, a mio modo di vedere, è qualche cosa anche un po’ di misterioso, di enigmatico, nel senso che l’identità personale si costruisce tra la scoperta e l’invenzione, come dire che noi dobbiamo scoprire ciò
che siamo, ma per scoprire ciò che siamo dobbiamo inventarci, e la narratività è appunto questa invenzione. La nostra identità personale non è una cartella clinica o un certificato anagrafico; è un discorso che si sviluppa nello spazio e nel tempo, e attraverso cui noi scopriamo quello che siamo, ma quello che siamo non lo abbiamo immediatamente, dobbiamo diventarlo, e lo diventiamo attraverso lo strumento dello scrittura. Declinandoci, inventandoci, ci scopriamo."
(www.bazarmagazine.ch)
Aggiungo una cosa: la nostra identità secondo me è data anche da come noi raccontiamo noi stessi agli altri, e a come gli altri ci parlano di noi stessi..
Che bei passaggi. Ciao.


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