mercoledì, marzo 28, 2007

massima

mi sono ricordato una citazione bellissima, stellare, forse una delle mie massime preferite. L'avevo dimenticata da tempo, poi per un caso mi è tornata in mente.
"Acciocchè tu rifletta meglio"
è presa dal libro di Maurensig "La variante di Lüneburg", in cui un generale nazista e un ebreo giocano una partita a scacchi in un campo di sterminio: per ogni partita persa dal tedesco, 12 ebrei venivano liberati, al contrario, venivano uccisi. Il libro si basa su una mossa straordinaria (la variante di luneburg appunto) con cui l'ebreo pareggia, o vince mi sembra, e salva 12 persone. Acciocchè tu rifletta meglio è collegata alla storia, ma in modo un po' complesso.. bisognerebbe leggere il libro..
Comunque penso che nella vita tantissime cose dipendano non da soldi, politica, cultura, destino, religione, ecc. ecc.. tante cose secondo me dipendono da due fattori: il tempo e la riflessione. Il tempo, in modo trasversale, gioca un ruolo decisivo nello strutturare la realtà, modificandone contenuti e storie di vita. La riflessione ci permette di "viaggiare" tra la realtà e il "discorso" su di essa.
Ecco una piccola foto, non c'entra molot col tema, ma vabè, in fondo non è importante. Credo la gente sia stanca di una realtà tematica (anche se sono suo sostenitore). Alle the people want the people get.


lunedì, marzo 26, 2007

considerazione

Mannaggia i sogni/incubi nottruni e, come direbbe il buon Graziani, "e chi li fà giocà"

venerdì, marzo 23, 2007

Tributo ad Anna Politkovskaja

Risposa in pace



Anna Politkovskaja, giornalista russa prima minacciata poi assassinata da ignoti. Scriveva sugli orrori della guerra russa in Cecenia, ed è forse per questo che è stata uccisa.

venerdì, marzo 16, 2007

corruzioni


Regalerei il mio voto a un politico, se mi offrisse un piatto di gnocchi al ragú. In caso di tangenti, pressioni fisiche o psicologiche, minacce, adulazioni.. no, innalzerei il muro della mia integrità.

Ma di fornte a un piatto di gnocchi no. Non è golosità, è che gli gnocchi hanno un altissimo valore morale.

Scherzo, è che ho fame!

mercoledì, marzo 14, 2007

lettera aperta di un'ottant'enne sulla politica e la società

Il corpo elettorale ticinese, sconvolto dalla violenza istituzionale, dovrà rinnovare l’esecutivo ed il legislativo cantonale il 1 aprile 2007, con l’auspicio di eticizzare, migliorare, le istituzioni stesse. Ma cosa sono le istituzioni? Siamo tutti noi, e dentro ci sono precise norme di legge e regole di libertà, ordine di democrazia, giustizia sociale per i più deboli, rispetto del diverso.
L’istituzione così definita coinvolge il mondo politico e la società civile, laica e religiosa. Tutti noi siamo a conoscenza delle violenze e degli scandali che hanno caratterizzato il mondo politico negli ultimi anni, molti fili di tante storie che appaiono come un labirinto intricato. C’è degrado e mancanza dei valori. C’è una crisi profonda della famiglia, c’è un incubo che colpisce le piccole imprese che boccheggiano, le famiglie medie e quelle di basso reddito che vivono nel buio della povertà, sia che votino PLRT, PS, PPD LEGA o UDC. C’è amarezza tra i movimenti che hanno scoperto di avere nelle istituzioni un governo diverso rispetto a quello che avevano votato. C’è disparità nella pensione AVS, dove c’è chi beneficia di 7'000 franchi annui, chi di 11'000 o di 18'000 o addirittura di 30'000. Crescono le distanze sociali, vi è una giustizia a due velocità, famiglie che perdono il potere di acquisto ed i loro giovani che diventano disoccupati. Dall’altra parte c’è la grande ricchezza che spadroneggia servendosi dei servizi che lo Stato offre a loro sul mercato, per diventare sempre più ricchi, per festeggiare lauti guadagni, appalti fasulli scellerati, consulenze d’oro, buste paghe da 12,15,20 mila franchi al mese. Nell’amministrazione pubblica e privata c’è prepotenza, arroganza; domina l’autoritarismo burocratico per supponenza di potere d’ufficio ed alcuni alti funzionari usano l’ente – lo Stato – con falsi metodi, con norme distorte, per facilitare favoritismi agli amici dei poteri forti, discriminando altri e irridendo le regole democratiche con il motto: “qui comando io e faccio quello che dico io”; e quando vengono contestati diventano più vendicativi nonostante l’istituzione vieti a chiunque l’abuso di potere d’ufficio. Le autorità elettive non possono farsi sovrapporre dal funzionario burocrate nell’amministrazione pubblica, non solo è ridicolo ma danneggia la “cosa pubblica”. Spetta all’autorità dello Stato, eletta dal popolo, prestare maggiore attenzione, vigilare e denunciare tutte le anomalie. Le strutture parastatali sono inadeguate, vanno lente come un battello a vapore e sono addomesticate dalla politica. La giustizia è debole con i forti e forte con i deboli. Incoraggia indirettamente il più forte facendo mancare la vigilanza giuridica al cittadino. Cresce la giungla dei qualunquisti e si perde il dialogo del senso civico, si perdono i valori umani e tutte le famiglie non hanno via d’uscita. Il panorama politico “oligarchico” vive nel fermento di una guerra intestina alimentando l’ipocrisia politica, la “loro” politica non appassiona più: il 40 % degli elettori diserta le urne, e l’abbandono del voto è una protesta contro tutti. Ma nessuno si fa una necessaria riflessione impegnandosi a progettare quei valori sociali di risanamento morale e materiale. Trionfa la demagogia sulla fiscalità lusingatrice delle aspirazioni delle masse. Questa malattia ha contagiato il civismo politico. Nell’ipocrisia politica c’è il pericolo di diventare complici sulla fiscalità. I tributi si devono pagare e sono per tutti sacrosanti. Lo dimostra la famiglia povera che fa fatica ad arrivare a fine mese, pagando le tasse per il rispetto delle istituzioni, anche con gli strumenti forzati o con singhiozzi. Cosa che non fanno i furbi milionari. La politica degli sgravi fiscali favorisce sempre i poteri forti che hanno invaso la sfera politica per arricchirsi. I benefici degli sgravi fiscali devono essere mirati alla piccola impresa che boccheggia e alle famiglie medie e con bassi redditi. I cantoni hanno un punto centrale federativo dell’equilibrio fiscale ed ogni cantone dovrà fare delle scelte per trovare le risorse necessarie. E loro sanno dove trovarle. Ed è la via migliore non solo per sanare la cassa cantonale, ma è la semplificazione amministrativa del governo cantonale: parlare chiaro con le famiglie dei grandi imperi economici armonizzando fiscalità e socialità affinché le casse dello stato cantonale siano gestite con trasparenza, augurandoci che il 1 aprile 2007 non sia un pesce d’aprile. Come sappiamo il pesce incomincia a puzzare dalla testa. Il nuovo Governo deve prestare maggior attenzione al progetto della famiglia. Indispensabile costituire una consulta, un “Gran Jury Bipartisan”, un banco dati di tutela che sia la garanzia per la famiglia stessa e un tramite tra enti locali, Comuni e Governo Cantonale. Un tavolo centrale che cammina in modo incisivo sensibilizzando l’opinione pubblica, educando la nuova generazione (le risorse del futuro) alla partecipazione alla vita amministrativa, riscoprendo la convivenza civile e democratica. E che nessuno resti testimone passivo, privandosi del senso istituzionale e lavandosi le mani come fece Ponzio Pilato. Si deve cambiare, fare un salto di qualità, utilizzando quei sentimenti nobili che l’uomo ha dentro di sè.

Lugano,04 marzo 2007