venerdì, febbraio 23, 2007

sottoscrivo

Ernesto Galli Della Loggia (www.corriere.it)

C’è qualcosa che non va, qualcosa di profondamente sbagliato, in uno Stato dove una folla di teppisti scatenati può mettere a soqquadro un pezzo di città, distruggere cancellate, svellere segnali stradali, panchine, cassonetti, tutto; può scagliarsi contro le forze dell’ordine, aggredirle, bersagliarle con ogni genere di proiettili, può ammazzare un agente di polizia; uno Stato in cui un giovane deficiente, con ogni probabilità neppure consapevole di ciò che stava facendo, può lasciare una donna vedova e due ragazzi orfani, uno Stato in cui tutto ciò può accadere, e dopo neppure un mese nessuno dei protagonisti delle eroiche gesta di cui sopra, tranne uno solo (uno solo!), si trova in galera. Se ricordo bene, nella Costituzione è scritto che in Italia la giustizia è amministrata in nome del popolo. Forse in Italia. Evidentemente a Catania, invece, essa è amministrata in nome della plebaglia.

mare



l'onda che uccise.

sabato, febbraio 03, 2007

RIP, again
















Mio nonno e i suoi compagni di squadra.

RIP, again

Una preghiera per l'agente di polizia ucciso a Catania. Rest in peace.

Il calcio che gioco io ormai è un'ideale e, come una droga, mi serve per evadere dal calcio reale.
Il calcio reale non è piu in mano nostra, ma in quelle del male. Si distruggerà, e moriranno tutti. Gli ultras, il calcio, il male stesso.

Combatterò contro questo. Non per vincere, ma per onorare la partita, già persa, fino in fondo.